1° settembre – Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato«Forgeranno le loro spade in vomeri» (Is 2,4)

Il 1° settembre celebriamo l’XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Papa Leone XIV ha firmato il messaggio il 15 agosto, festa dell’Assunta, scegliendo come titolo la profezia di Isaia sulle spade trasformate in aratri.

Il filo del testo è semplice e insieme esigente: le crisi che vediamo oggi e la distruzione dell’equilibrio del creato non sono fenomeni separati, ma un’unica invocazione di guarigione che sale da un mondo ferito. La guerra, osserva il Papa, non finisce sul campo di battaglia: lacera le famiglie, costringe milioni di persone a lasciare le proprie case e lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni. Conflitti e degrado ambientale si alimentano a vicenda, avvelenando aria e acqua e generando nuove povertà.

Ma la radice, avverte il messaggio, sta più in profondità. Non bastano strutture migliori: le disarmonie del mondo si collegano a quello squilibrio più profondo che è radicato nel cuore dell’uomo. È lì che si gioca la partita, tra amore e indifferenza, giustizia e ingiustizia. Il Papa riprende un’immagine di Benedetto XVI: i deserti che si allargano fuori di noi nascono dai deserti che abbiamo lasciato crescere dentro. Da qui l’invito: la conversione ecologica non è una tecnica, è un ritorno al Signore che riordina i desideri e guarisce le ferite. Gli strumenti veri della pace non sono le armi, ma la verità, il dialogo, la pazienza, la giustizia, la misericordia, la cura. E la promessa: passare, lentamente ma davvero, dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione.

Lascia un commento