Avvento: l’attesa che frusta l’orgoglio e apre alla fiducia

L’Avvento è il tempo dell’attesa. Ma non di un’attesa neutra e tranquilla. È un’attesa che disturba, che inquieta, che mette in crisi le nostre false sicurezze. L’Avvento frustra il nostro orgoglio, smaschera l’illusione dell’autosufficienza, ci costringe a fare i conti con il fatto che non tutto dipende da noi. Vorremmo risposte rapide, soluzioni immediate, un Dio che intervenga secondo i nostri tempi. Invece l’attesa ci chiede di restare incompleti.

          Ci lasciamo guidare in questa nostra riflessione da Evagrio Pontico, grande maestro della vita interiore, egli scrive: «Se vuoi pregare veramente, spogliati di tutto per ereditare tutto».

          L’attesa dell’Avvento è proprio questo spogliarsi: perdere l’illusione di poter controllare Dio, il tempo, la salvezza. Finché le nostre mani sono piene delle nostre pretese, non possono accogliere il dono.

          L’Avvento è una scuola di umiltà, perché ci mette davanti a un Dio che non si lascia afferrare con la forza. Il nostro orgoglio vorrebbe un Dio potente, risolutivo, immediatamente efficace. Ma Dio sceglie un’altra strada: quella della piccolezza, del silenzio, della debolezza. Si consegna come un bambino, non come un dominatore. E questo ci disarma.

Scrive ancora Evagrio: «L’umiltà è la porta della conoscenza di Dio». Solo chi accetta di non bastare a sé stesso può davvero iniziare a conoscere il volto vero di Dio. L’orgoglio cerca un Dio che confermi la nostra grandezza; l’umiltà si apre a un Dio che salva nella fragilità.

          L’attesa allora diventa una vera e propria ascesi del cuore: ci educa a perdere, a rinunciare, a restare esposti. Ci insegna che non siamo padroni del tempo, che non decidiamo noi quando nasce la luce, che non siamo noi a generare la salvezza. Come Maria, siamo chiamati a portare una promessa che non ci appartiene.

          Anche la preghiera, in questo tempo, si purifica. Non è la preghiera che pretende risultati, ma quella che fa spazio. Evagrio lo dice con parole radicali: «La preghiera è deposizione dei pensieri».

Pregare non è riempire Dio delle nostre richieste, ma svuotarci delle nostre presunzioni. È lasciare che cada il rumore delle nostre sicurezze, per fare spazio a una Presenza che non si impone.

          Nell’Avvento impariamo così una verità luminosa e scomoda: Dio sceglie di entrare nella nostra vulnerabilità passando dalla sua. E proprio quando accettiamo di non essere forti, autosufficienti, risolti, Dio può finalmente nascere in noi.

          Perché solo nella frustrazione dell’orgoglio, sboccia la fiducia.

Solo nelle mani vuote, Dio trova una casa.

La mirra di San Nicola: un dono di fede per la nostra comunità

La figura di San Nicola è circondata da una tradizione ricca e affascinante. Tra gli elementi più caratteristici spicca la mirra, un profumato liquido oleoso che, secondo la devozione popolare, trasuderebbe dalle reliquie del Santo conservate nella basilica di Bari. Fin dai tempi più antichi questa “manna” è stato considerato un segno di intercessione e di protezione, e per molti pellegrini rappresenta un richiamo alla bontà e alla carità che hanno reso San Nicola un modello di santità per tutta la Chiesa.

Quest’anno anche la nostra comunità parrocchiale ha ricevuto un dono particolarmente significativo: un gruppo di parrocchiani, rientrati da un pellegrinaggio nei luoghi legati al nostro Santo Patrono, ha voluto offrirci un’ampolla di mirra come segno di affetto e gratitudine. A loro va il nostro sincero ringraziamento, non solo per il dono materiale, ma soprattutto per aver portato con sé la preghiera e la gioia del loro cammino, condividendole con tutta la comunità.

La mirra sarà custodita e utilizzata durante la festa di San Nicola, quando verrà impiegata per la benedizione dei fedeli al termine della celebrazione. Sarà un gesto semplice ma denso di significato: come la mirra richiama la cura, il profumo e la guarigione, così chiediamo al nostro Patrono di proteggere e sostenere la vita delle famiglie, dei giovani, degli anziani e di quanti portano nel cuore un bisogno particolare.

Che San Nicola continui a guidare e benedire la nostra comunità, accompagnando con la sua intercessione il cammino di ciascuno.