Quest’anno la Sagra della Madonna del Rosario assume un significato ancora più profondo: insieme alla festa che dall’anno scorso è tornata ad animare la nostra comunità, celebriamo il sessantesimo anniversario della consacrazione della chiesa di Ponte San Nicolò. Sessant’anni di pietre che hanno visto passare generazioni di fedeli, battesimi, prime comunioni, matrimoni, funerali — sessant’anni in cui queste mura hanno custodito la fede e la vita di un intero paese. Eppure una chiesa non è mai fatta solo di pietre. È fatta di persone che si mettono a servizio, che aprono le porte, che preparano gli altari, che accolgono chi arriva, che si prendono cura degli spazi e delle relazioni. In questi sessant’anni la nostra comunità ha imparato che il servizio condiviso non è tanto un peso da dividere, quanto un dono da moltiplicare: più mani si offrono, più il bene cresce, più la comunità si riconosce come famiglia. Celebrare questo anniversario proprio durante la Sagra della Madonna del Rosario non è un caso: la festa popolare e la liturgia si intrecciano come da sempre accade nella vita della nostra parrocchia, dove la gioia dello stare insieme e la solennità della preghiera sono chiamate a sostenersi a vicenda. Guardando alla mostra fotografica che raccoglierà i ricordi di questi sessant’anni, potremo vedere con i nostri occhi come volti diversi, in tempi diversi, abbiano tenuto viva la stessa fiamma: quella di una comunità che serve insieme e prega insieme. Per chi desidera conoscere più da vicino la storia e le opere della nostra chiesa, domenica 4 ottobre alle ore 16.00 sarà possibile partecipare a una visita guidata, accompagnati da Daniela Borgato: un’occasione preziosa per riscoprire insieme il patrimonio artistico e spirituale che custodiamo da sessant’anni. Che questo anniversario sia allora un’occasione per rinnovare la nostra gratitudine e il nostro impegno: che le prossime generazioni possano trovare, in questa chiesa, lo stesso segno vivo di una comunità che cresce nel servizio e si raccoglie nella preghiera. La nostra festa cade anche nel momento significativo per la chiesa universale dell’ottocentenario della morte di san Francesco. Il santo di Assisi benedice da decenni il nostro sagrato nell’immagine che lo ritrae con le braccia aperte guardando verso il cielo. Questa felice coincidenza possa aiutarci a vivere il nostro stile di essere chiesa seguendo il suo esempio di povertà e semplicità, mettendo al centro il Signore Gesù crocifisso e risorto, di cui egli è stato testimone e segno vivo.