Il cammino della Quaresima, tempo di conversione e di ritorno all’essenziale, quest’anno ci viene consegnato dalla Diocesi con un’immagine particolarmente eloquente: “Immersi nella vita nuova”. È un invito che affonda le sue radici nel Battesimo, sorgente della nostra fede, e che trova un’eco profonda nel percorso sinodale che tutta la Chiesa di Padova sta vivendo, in modo speciale attraverso la riscoperta e la valorizzazione dei ministeri battesimali.
Essere “immersi” richiama l’acqua battesimale, segno di una vita che rinasce. L’apostolo Paolo lo esprime con parole fortissime: «Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte perché, come Cristo fu risuscitato dai morti, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,4). La Quaresima di fraternità diventa allora l’occasione concreta per verificare quanto questa vita nuova plasmi davvero le nostre relazioni, le nostre scelte, il nostro modo di stare in comunità.
La fraternità nasce da un’appartenenza: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8). Siamo figli dello stesso Padre, riconosciuti tali dal Battesimo. Da qui scaturisce una responsabilità condivisa. La comunità cristiana vive della partecipazione di tutti: «Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito» (1Cor 12,4). Ogni battezzato è chiamato a offrire i propri doni per l’edificazione comune.
Il Sinodo diocesano ci sta aiutando a maturare questo passaggio: da una pastorale delegata a pochi a una Chiesa tutta ministeriale. I ministeri battesimali sono forme concrete con cui la grazia del Battesimo si rende visibile e operante. La Scrittura ci ricorda che «ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri» (1Pt 4,10). Lettori, ministranti, catechisti, operatori della carità, volontari del circolo NOI, educatori di AC… esprimono volti diversi di un’unica missione che nasce dalla stessa immersione nella vita di Cristo.
In questo senso, la Quaresima diventa palestra di ministerialità. La fraternità prende forma nei gesti quotidiani: nella visita a chi è malato, nell’accoglienza offerta da una famiglia, nel servizio dei giovani verso i più piccoli, nella cura della preghiera comunitaria. La Parola ci orienta con semplicità e chiarezza: «Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2).
“Immersi nella vita nuova” significa anche lasciarsi convertire da uno stile più evangelico: passare dall’io al noi, dall’abitudine al dono, dalla lamentela alla corresponsabilità. Il libro degli Atti degli apostoli offre un’icona di riferimento: «La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32).
Questa Quaresima ci offre dunque una chiamata chiara: riscoprire la grazia battesimale che ci ha generati e tradurla in fraternità concreta attraverso i ministeri. Si tratta di vivere più profondamente ciò che già siamo, immersi nella vita nuova che viene da Cristo.
Chiediamo al Signore che questo tempo santo rinnovi in noi la gioia di essere Chiesa: una comunità di fratelli capaci di rendere visibile, ciascuno nel proprio ministero, l’amore di Dio per il mondo.
La pace, respiro di vita per il mondo
In un recente appello, papa Leone XIV ha richiamato con forza la coscienza dell’umanità affermando che «la guerra è contro la salute del mondo». Parole brevi e incisive, che aprono uno sguardo ampio sulla realtà che stiamo vivendo. Ogni conflitto, infatti, non colpisce soltanto i territori direttamente coinvolti: ferisce l’umanità intera, genera sofferenza diffusa, alimenta paura, consuma risorse destinate alla vita.
Quando viene compromessa la pace, si ammala la convivenza tra i popoli, si incrinano le relazioni, si indebolisce la speranza delle nuove generazioni. Custodire la pace significa allora custodire la vita, la dignità, il futuro della famiglia umana.
Anche la nostra comunità parrocchiale desidera accogliere questo appello, affidando al Signore una preghiera semplice e quotidiana, da recitare personalmente o in famiglia.