I vangeli dell’anno A che stiamo leggendo in queste domeniche di quaresima ci richiamano al cammino che, nella chiesa delle origini, compivano i catecumeni che si preparavano a ricevere il battesimo.
Attraverso il deserto delle tentazioni domenica scorsa siamo stati chiamati al desiderio di una Parola nuova, in questa seconda domenica di quaresima la lettura della trasfigurazione di Cristo ci indicherà come anche noi possiamo diventare, con Lui, creature nuove.
Le ultime tre domeniche, in particolare, attraverso l’incontro con la samaritana al pozzo, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro erano scelte per accompagnare il catecumeno a riconoscere, nella fede, quel Dio che, tramite il figlio Gesù, dona la verità alla samaritana, la via al cieco e la vita a Lazzaro.
Il battesimo è il sacramento che riconciliandoci a Dio ci rende suoi figli adottivi. Rigenerati dall’acqua, illuminati dalla luce di Cristo e di lui rivestiti i cristiani sono chiamati a vivere la vocazione battesimale per manifestare al mondo la propria fede.
Con l’aiuto dei ragazzi del catechismo rivedremo sull’altare i segni battesimali della nostra salvezza.
In questa domenica sarà la veste bianca: Durante il rito del battesimo il candidato veniva spogliato delle vesti e poi rivestito dopo l’immersione in vasca. Il sacerdote dice: “Ricevi la veste candida …” per simboleggiare il rivestirsi di Cristo risorto.
Domenica prossima accompagnati dalla Samaritana al pozzo riscopriremo il significato dell’acqua: insieme alla formula trinitaria l’acqua è l’elemento fondamentale per celebrare il sacramento. Senza acqua non sussiste il sacramento. La Chiesa ha visto nell’acqua l’elemento fondamentale di cui Dio si serve per operare la salvezza prima di Cristo e attraverso Cristo.
Nella quarta domenica rivedremo con il cieco nato la luce nuova, che nella Pasqua e nel battesimo è presentata nel Cero Pasquale. Il cero è un importante simbolo pasquale, solennemente intronizzato la notte di Pasqua per dare l’annuncio glorioso della risurrezione, esso è per eccellenza simbolo di Cristo risorto in mezzo all’assemblea.
Nell’ultima domenica di quaresima sentiremo, insieme a Lazzaro, il profumo di una vita nuova, quella che ci dona il Padre, nel segno di un olio profumato, che, nel battesimo, è il santo crisma.
Ripensare al battesimo in questo tempo di quaresima è ripensare a tutta la nostra vita e alla vita del mondo come immersa in Dio.
“E lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gn 1,1)
Una danza dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l’acqua sono legati a ogni genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che sgorga. Noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d’acqua versata sul capo del bambino. La realtà è grandiosa: nella sua radice battezzare significa immergere: «Siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci).