Festa di Ognissanti: la luce della fede che vince la paura

La solennità di Tutti i Santi ci invita a guardare oltre i confini della vita terrena, là dove la speranza si fa certezza e la comunione non conosce più separazione. In questi giorni, il pensiero va spontaneamente a chi ci ha lasciati: il dolore per la perdita e la paura di una vita che finisce toccano corde profonde del cuore umano.

Eppure, proprio qui risuona la voce della fede condivisa, che ci ricorda come la morte non sia l’ultima parola. I santi, con la loro testimonianza, ci mostrano che è possibile vivere senza lasciarsi paralizzare dalla paura, donando tutto di sé per amore di Dio e dei fratelli.

Vi invito a guardare l’immagine che trovate nel foglietto, è un dipinto di Wassily Kandinsky intitolato “Tutti i santi – Giorno II”. Nel quadro i colori si intrecciano in un vortice di luce e movimento, come a voler rappresentare una moltitudine in cammino verso l’alto. Non vi è un volto preciso, eppure si percepisce una presenza corale, una comunione che trascende il tempo. L’artista sembra suggerire che la santità non è uniformità, ma armonia di diversità: tante vite, tanti percorsi, un’unica luce che le unisce in Dio.

Il loro esempio illumina il nostro cammino quotidiano: uomini e donne fragili come noi, che hanno saputo trasformare il limite in fiducia e il dolore in offerta. Guardando a loro, comprendiamo che la santità non è un traguardo per pochi, ma un invito rivolto a ciascuno, una via aperta nel concreto delle nostre giornate.

Celebrare Ognissanti significa allora rinnovare la speranza, lasciando che la luce di chi ha creduto più forte della morte rischiari le nostre ombre. È un giorno per dire che la vita, quando è donata, non finisce: continua, trasfigurata, nella comunione dei santi e nell’abbraccio eterno di Dio.

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