Festa di Ognissanti: la luce della fede che vince la paura

La solennità di Tutti i Santi ci invita a guardare oltre i confini della vita terrena, là dove la speranza si fa certezza e la comunione non conosce più separazione. In questi giorni, il pensiero va spontaneamente a chi ci ha lasciati: il dolore per la perdita e la paura di una vita che finisce toccano corde profonde del cuore umano.

Eppure, proprio qui risuona la voce della fede condivisa, che ci ricorda come la morte non sia l’ultima parola. I santi, con la loro testimonianza, ci mostrano che è possibile vivere senza lasciarsi paralizzare dalla paura, donando tutto di sé per amore di Dio e dei fratelli.

Vi invito a guardare l’immagine che trovate nel foglietto, è un dipinto di Wassily Kandinsky intitolato “Tutti i santi – Giorno II”. Nel quadro i colori si intrecciano in un vortice di luce e movimento, come a voler rappresentare una moltitudine in cammino verso l’alto. Non vi è un volto preciso, eppure si percepisce una presenza corale, una comunione che trascende il tempo. L’artista sembra suggerire che la santità non è uniformità, ma armonia di diversità: tante vite, tanti percorsi, un’unica luce che le unisce in Dio.

Il loro esempio illumina il nostro cammino quotidiano: uomini e donne fragili come noi, che hanno saputo trasformare il limite in fiducia e il dolore in offerta. Guardando a loro, comprendiamo che la santità non è un traguardo per pochi, ma un invito rivolto a ciascuno, una via aperta nel concreto delle nostre giornate.

Celebrare Ognissanti significa allora rinnovare la speranza, lasciando che la luce di chi ha creduto più forte della morte rischiari le nostre ombre. È un giorno per dire che la vita, quando è donata, non finisce: continua, trasfigurata, nella comunione dei santi e nell’abbraccio eterno di Dio.

Il cammino della catechesi 

Con l’inizio dell’autunno riparte anche il cammino del catechismo per i nostri bambini, ragazzi e famiglie. È sempre un momento bello per la nostra comunità di Ponte San Nicolò, perché la catechesi non è solo un’attività tra le altre, ma il cuore del nostro cammino di fede: è il luogo dove impariamo a conoscere Gesù, a vivere la sua Parola e a scoprire la gioia di appartenere alla Chiesa.

Vorrei sottolineare anche la bellezza di vivere gli incontri di catechesi in continuità con la celebrazione della Santa Messa. È infatti nell’Eucaristia che tutto trova il suo senso: lì ascoltiamo la Parola, incontriamo Gesù vivo e riceviamo la forza per crescere nella fede e nella vita cristiana.

Un grazie sincero va alle catechiste e ai catechisti che con passione si preparano ad accompagnare i gruppi, e ai genitori che, con la loro presenza e testimonianza, sono i primi educatori alla fede dei figli. Il catechismo, infatti, non è “per i bambini”, ma “con le famiglie”: è un cammino che ci coinvolge tutti.

Affidiamo questo nuovo anno alla protezione del Signore e alla materna intercessione di Maria, la Regina del Santo Rosario che abbiamo festeggiato in questi giorni, perché cresca in noi il desiderio di seguirlo e di camminare insieme nella fede, nella speranza e nella carità.

Inizio dell’anno pastorale I ministeri battesimali

ministeri battesimali sono il secondo passo dell’iter attuativo del Sinodo diocesano, già anticipato nei 51 incontri territoriali avvenuti a marzo 2025. Con ministeri battesimali si intendono delle persone che coordinano e promuovono gli ambiti essenziali della vita della Chiesa e della sua missione. Ne parla Ripartiamo da Cana. Lettera post-sinodalenei paragrafi 22-30, collocando la proposta dell’equipe ministeriale all’interno di ogni parrocchia.

Il Concilio Vaticano II ha restituito un’immagine di Chiesa in cui tutti i battezzati sono protagonisti della sua missione che è evangelizzare. Ed è proprio questo l’obiettivo dell’anno pastorale 2025-2026 nella nostra Diocesi: assumere questa visione di Chiesa e approfondire il valore di leva di cambiamento nell’azione pastorale che i ministeri battesimali esprimono.