Essere comunità attorno a Gesù

Carissimi,

in un mondo che corre veloce e spesso lascia indietro i più fragili, siamo chiamati a fermarci e anche in un tempo particolare come quello estivo, a domandarci: che tipo di comunità vogliamo essere?

La risposta non può che partire dal Vangelo, dalla Parola viva di Gesù che ci chiama ad amarci gli uni gli altri.

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).

L’amore vero si manifesta nella cura reciproca, nell’attenzione agli ultimi, nella capacità di accogliere e valorizzare ogni persona. Una comunità viva nasce da questo amore condiviso, da una responsabilità collettiva che non lascia nessuno fuori.

In modo particolare, sono i più piccoli a indicare la via. Gesù stesso ci dice: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me” (Mc 9,37).

Prendersi cura dei bambini significa prendersi cura della presenza viva di Cristo in mezzo a noi. È nostro compito offrire loro un ambiente in cui possano crescere nella fede, sentirsi amati e ascoltati. La catechesi, il grest, i campiscuola e, soprattutto, la Messa vissuta insieme come famiglia di famiglie: tutto questo costruisce una casa spirituale dove i piccoli non sono solo destinatari, quanto veri protagonisti.

Una comunità viva non nasce per caso. Si costruisce insieme, giorno per giorno, con molta pazienza, mettendo al centro non se stessi quanto Cristo stesso. “Portate i pesi gli uni degli altri” (Gal 6,2), ci esorta San Paolo. È un invito ad uscire da ogni indifferenza e costruire relazioni vere, fondate sulla carità. Perché una comunità viva non è quella dove tutto funziona alla perfezione, quanto quella dove ciascuno si sente a casa.

Vorrei esprimere un grazie in particolare per i tanti volontari che in questi giorni si stanno spendendo per questo, vi affido in questi giorni alla bontà del Sacro Cuore di Gesù, centro del corpo che è la chiesa, nucleo della nostra casa spirituale.

Dalla lettera del vescovo Claudio:

Le Collaborazioni Pastorali, così come vengono descritte nella Lettera post-sinodale Ripartiamo da Cana, definiscono la nuova composizione del territorio diocesano e, tuttavia, si collegano strettamente alla proposta sinodale sui ministeri battesimali, prossima tappa del processo di attuazione del Sinodo, così come preannunciato negli incontri di sensibilizzazione di marzo scorso.

Per questi motivi il vescovo Claudio invita tutte le parrocchie ad una Assemblea diocesana

che segna l’avvio ufficiale delle Collaborazioni Pastorali e dei nuovi vicariati e, allo stesso

tempo, presenta i contenuti e le modalità del prossimo anno pastorale (con la sensibilizzazione ai ministeri battesimali).

Abbiamo pensato ad una data significativa per l’Assemblea diocesana: mercoledì 18

giugno, festa liturgica di San Gregorio Barbarigo, di cui si ricorderanno i 400 anni dalla

nascita … L’Assemblea si svolgerà in Cattedrale dalle 19.30 alle 21.00. Per evidenti motivi di spazio e di organizzazione, ogni parrocchia potrà partecipare al massimo con cinque persone. …

Lascia un commento