Grazie al Signore per il nuovo Pontefice Leone XIV

Nel ringraziare il Signore per il nuovo papa mi piace richiamare questo titolo antico: “Pontefice”. La parola significa letteralmente “costruttore di ponti”. Accogliamo questo impegno che il nostro nuovo Papa si è assunto esplicitamente nelle prime parole pronunciate da piazza San Pietro l’8 maggio dopo essere stato annunciato al mondo il suo nome.

“La pace sia con tutti voi!

Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi!

Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.

Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediceva Roma, il Papa che benediceva Roma, dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero, quella mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dare seguito a quella stessa benedizione: Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti! Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come del ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco!

Voglio ringraziare anche tutti i confratelli Cardinali che hanno scelto me per essere Successore di Pietro e camminare insieme a voi, come Chiesa unita cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari.

Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano, che ha detto: “Con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato.

Alla Chiesa di Roma un saluto speciale! Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta ad accogliere, come questa piazza, con le braccia aperte tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, del dialogo e dell’amore.

E se mi permettete una parola, un saluto a tutti e in modo particolare alla mia cara diocesi di Chiclayo, in Perù, dove un popolo fedele ha accompagnato il suo vescovo, ha condiviso la sua fede e ha dato tanto, tanto, per continuare ad essere Chiesa fedele di Gesù Cristo.

A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d’Italia, di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.

Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre: Ave Maria…

Pastori secondo il Mio cuore (Ger 3,15)

Troviamo nelle scritture la promessa del Padre di donarci pastori secondo il Suo cuore. L’ultima enciclica di Francesco, Dilexit Nos, era dedicata proprio al cuore di Gesù. Partendo dalla devozione al Sacro Cuore, il nostro amato pontefice accompagnava i destinatari della lettera ad unirsi al cuore di Gesù e a fare della chiesa un luogo appunto secondo il Suo cuore.

Ci troviamo in questi giorni a piangere la mancanza di Francesco; in tempi di cambiamento per la chiesa e in tempi di prova per tutta l’umanità ci interroghiamo facilmente per cercare di comprendere chi possa essere il prossimo Papa, chi possa essere adeguato a guidare il gregge di Cristo. Ci vogliamo affidare allora allo Spirito Santo perché ci riconduca tutti al cuore di Cristo, un cuore così grande da cogliere l’intera umanità, un cuore così puro da non conoscere ombra di vendetta e neppure di giudizio, un cuore completamente donato per noi. Vogliamo dunque pregare in questi giorni per l’elezione del nuovo pontefice guidati non tanto da un pensiero o da un progetto che trova il suo centro in qualche ragionamento, ma partendo proprio dal cuore. Abbiamo conosciuto diversi pontefici che si sono fatti carico sulla loro carne delle sofferenze della chiesa e del mondo, Pio X ha sofferto così tanto per la prima guerra mondiale da sperimentare un dolore che lo ha portato alla morte, Pio XII ha vissuto sulla sua pelle gli orrori del nazifascismo e la persecuzione e la morte di tanti cristiani, tra cui tantissimi sacerdoti, che rischiavano tutto per aiutare chi rischiava i campi di concentramento e di sterminio. Giovanni XXIII, ha addirittura incarnato nella sua persona la virtù della bontà del cuore, tanto da essere chiamato Papa buono. Paolo VI ha sofferto la crisi della chiesa e dei valori coi quali era vissuto tanto da sperimentarsi abbandonato dallo stesso Popolo di Dio. Giovanni Paolo I se pur per poco tempo ha fatto riportato la Chiesa ad essere piccolo gregge e si è fatto piccolo per tutti con cuore di padre. Giovanni Paolo II ha portato sulle sue spalle il peso della chiesa in un mondo in cambiamento unendola in modo indissolubile al cuore di Maria, alla quale egli stesso si era donato interamente. Benedetto XVI ha sofferto gli scandali del clero e ha lottato per cercare giustizia e riportarci al cuore della fede. Francesco negli ultimi anni ci ha riconsegnato al cuore di Cristo spogliato da ogni altra cosa perché lo riscopriamo presente nel povero, nel prigioniero, nel malato, nell’ultimo, secondo le parole del Vangelo.

Non so cosa pensiate sia necessario per la chiesa e per il mondo, forse al di là di cosa pensiamo sarà necessario rimetterci allo Spirito Santo e unire i nostri cuori al cuore stesso di Cristo, per completare così con l’amore sofferto del nostro cuore “ciò che manca alla passione di Cristo”. Maria, che ha portato nel suo grembo il cuore stesso di Dio, ci riporti a Lui e guidi il nuovo Papa sulle vie che il Suo Figlio ci ha insegnato.