La tragedia delle guerre che stanno devastando il pianeta colpisce anche le nostre vite e, se anche siamo sommersi dalla nostra routine quotidiana, non possiamo non prestarvi attenzione.
Riporto nel titolo di questo articolo le parole: “Tutti sono puniti”. Sono le parole pronunciate dal principe di Verona nell’atto V della tragedia di Shakespeare:
Romeo e Giulietta. La drammatica vicenda dei due amanti che muoiono per fuggire alle faide di vendetta delle reciproche famiglie parla ancor oggi di come ciò che viene distrutto dalla vendetta sia la speranza. Anche oggi tutti siamo puniti dalla guerra. Il popolo russo e quello ucraino, il popolo sudanese e libanese, il popolo israeliano e il popolo palestinese, il popolo congolese e quello rwandese… Tutti sono puniti.
Anche noi siamo puniti. La guerra non conosce confini e non sa leggere le nazionalità sui passaporti e sulla pelle dei figli di Dio.
Ed ecco le nostre punizioni: oggi anche i nostri figli imparano che nel mondo vige la legge violenta del più forte, oggi anche noi nutriamo vani orgogli nazionalistici di confini inventati, oggi anche noi siamo puniti perché siamo divisi in un mondo diviso. Le polveri di migliaia e migliaia di tonnellate di morte infestano i cieli e i venti, che non hanno padrone, porteranno le loro tossine in tutto il mondo, sui nostri campi e sui nostri bambini, sui giusti e sugli ingiusti. Tutti siamo puniti perché tutti viviamo di speranza e quando questa muore anche noi moriamo un po’ con lei.
Papa Francesco ha invitato il mondo a digiunare il 7 ottobre, anniversario dell’attentato terroristico perpetrato da Hamas. Riprendiamo l’antica pratica del digiuno come dimensione preziosa della mancanza. Percepire un vuoto, qualcosa che manca, ci riporta alla ferita che condividiamo con l’umanità. Non essere sazi ci porti ad avere fame, magari quella fame e sete di giustizia di cui parlano le beatitudini.
Il 7 ottobre è passato ma la follia della violenza perdura. Vi invito a scegliere un pasto della settimana in cui osservare il digiuno come famiglia. Vi consegno anche questa piccola preghiera da fare prima dei pasti, anche al posto di quel pasto saltato:
“Signore
dona il pane a chi ha fame
e fame e sete di giustizia
a chi ha il pane”.
Non smettiamo di cercare la pace, quando scegliamo di non crederci più essa muore anche per noi.