Prende il via l’iter attuativo delle proposte del Sinodo diocesano.

Inizierà con un incontro previo a cui sono invitati il parroco, il vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale e vice amministratore del consiglio per la gestione economica.

Le parrocchie, poi, si organizzeranno per compiere ciascuna due passi: conoscere le proposte del Sinodo diocesano e comprendere la loro importanza per l’azione pastorale in ottobre (1° passo) e sulle collaborazioni pastorali in novembre (2° passo). Vi sarà un passaggio ulteriore con le parrocchie coinvolte nella collaborazione pastorale che si terrà tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Rispetto alla proposta di una riorganizzazione della collaborazione tra parrocchie vicine il vescovo Claudio introduce infatti questa nuova espressione: le «Collaborazioni pastorali». Il termine da una parte evidenzia l’unicità di ogni parrocchia, dall’altra promuove il «valore della comunione e collaborazione tra parrocchie vicine. Tutte – sottolinea il vescovo – con gradualità, entreranno in una forma di sinergia organica; nessuna parrocchia si penserà da sola, staccata dalle altre come se potesse bastare a se stessa».

Inoltre le «Collaborazioni pastorali attiveranno maggiormente la corresponsabilità dei laici, evitando di delegare prevalentemente l’azione pastorale al solo parroco» e «potrebbero essere la sede opportuna per cercare soluzioni in ordine alle molte strutture spesso sovradimensionate delle nostre parrocchie, richiamando i valori della prudenza e della sobrietà».

Cambierà quindi il numero dei vicariati e la funzione specifica (saranno luogo di collegamento con il vescovo e il territorio, cura dei presbiteri e formazione decentrata); per ogni Collaborazione pastorale si costituirà il Coordinamento della collaborazione pastorale, composto da parroco, vicepresidente di ogni Consiglio pastorale parrocchiale, coordinatori degli ambiti pastorali essenziali: l’annuncio, la liturgia e la carità. Per attivarsi in questa nuova organizzazione verranno predisposte delle Schede di lavoro e ci sarà un tempo di consultazione di un anno in funzione di una nuova organizzazione che vedrebbe la riduzione dei vicariati da 32 a 14 e l’istituzione di 54 Collaborazioni pastorali (di cui 10 nel territorio della città di Padova).

Noi saremo coinvolti in una collaborazione pastorale che comprende tutte e cinque le parrocchie che insistono sul territorio del nostro comune.

Inizierà con un incontro previo a cui sono invitati il parroco, il vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale e vice amministratore del consiglio per la gestione economica.

Le parrocchie, poi, si organizzeranno per compiere ciascuna due passi: conoscere le proposte del Sinodo diocesano e comprendere la loro importanza per l’azione pastorale in ottobre (1° passo) e sulle collaborazioni pastorali in novembre (2° passo). Vi sarà un passaggio ulteriore con le parrocchie coinvolte nella collaborazione pastorale che si terrà tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Rispetto alla proposta di una riorganizzazione della collaborazione tra parrocchie vicine il vescovo Claudio introduce infatti questa nuova espressione: le «Collaborazioni pastorali». Il termine da una parte evidenzia l’unicità di ogni parrocchia, dall’altra promuove il «valore della comunione e collaborazione tra parrocchie vicine. Tutte – sottolinea il vescovo – con gradualità, entreranno in una forma di sinergia organica; nessuna parrocchia si penserà da sola, staccata dalle altre come se potesse bastare a se stessa».

Inoltre le «Collaborazioni pastorali attiveranno maggiormente la corresponsabilità dei laici, evitando di delegare prevalentemente l’azione pastorale al solo parroco» e «potrebbero essere la sede opportuna per cercare soluzioni in ordine alle molte strutture spesso sovradimensionate delle nostre parrocchie, richiamando i valori della prudenza e della sobrietà».

Cambierà quindi il numero dei vicariati e la funzione specifica (saranno luogo di collegamento con il vescovo e il territorio, cura dei presbiteri e formazione decentrata); per ogni Collaborazione pastorale si costituirà il Coordinamento della collaborazione pastorale, composto da parroco, vicepresidente di ogni Consiglio pastorale parrocchiale, coordinatori degli ambiti pastorali essenziali: l’annuncio, la liturgia e la carità. Per attivarsi in questa nuova organizzazione verranno predisposte delle Schede di lavoro e ci sarà un tempo di consultazione di un anno in funzione di una nuova organizzazione che vedrebbe la riduzione dei vicariati da 32 a 14 e l’istituzione di 54 Collaborazioni pastorali (di cui 10 nel territorio della città di Padova).

Noi saremo coinvolti in una collaborazione pastorale che comprende tutte e cinque le parrocchie che insistono sul territorio del nostro comune.

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