OTTOBRE MESE MISSIONARIO

Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2024, che si celebrerà il 20 ottobre, ruota attorno al tema “Andate e invitate al banchetto tutti” (Mt 22,9). Il Papa pone l’accento sull’universalità della missione della Chiesa, un invito rivolto a tutti senza eccezioni, sottolineando che Dio desidera la salvezza di ogni persona e l’incontro con la verità.

La missione della Chiesa, ispirata dalla parabola del banchetto di nozze, è vista come una chiamata aperta a tutta l’umanità, compresi i più emarginati. La Chiesa deve uscire continuamente per annunciare il Vangelo con gioia e gentilezza, evitando coercizioni o proselitismi, ma manifestando la tenerezza di Dio attraverso la vicinanza e la compassione.

Il messaggio evidenzia anche la dimensione escatologica della missione, richiamando l’importanza dell’Eucaristia come anticipazione del banchetto finale nel Regno di Dio. Papa Francesco invita i fedeli a vivere intensamente ogni celebrazione eucaristica, ricordando che la Messa è non solo un momento di incontro con Dio, ma anche una spinta missionaria che ci chiama a portare il Vangelo agli altri.

               Questo messaggio giunge al cuore della nostra comunità portandoci a porre al centro del nostro vivere cristiano l’eucaristia come luogo di incontro con Dio e con i fratelli e anche come punto di partenza per vivere l’annuncio nei nostri luoghi di vita.

               L’inizio dell’esperienza della catechesi e dei gruppi di Azione Cattolica ci portano a spezzare il pane nella nostra quotidianità, incarnando il vangelo nelle nostre storie di vita.

Seguendo il messaggio di Papa Francesco vogliamo essere una comunità accogliente e un luogo di incontro perché chiunque si accosta alla nostra chiesa possa partecipare del banchetto divino in cui Cristo si offre per tutti, attraverso la nostra umanità.

Prende il via l’iter attuativo delle proposte del Sinodo diocesano.

Inizierà con un incontro previo a cui sono invitati il parroco, il vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale e vice amministratore del consiglio per la gestione economica.

Le parrocchie, poi, si organizzeranno per compiere ciascuna due passi: conoscere le proposte del Sinodo diocesano e comprendere la loro importanza per l’azione pastorale in ottobre (1° passo) e sulle collaborazioni pastorali in novembre (2° passo). Vi sarà un passaggio ulteriore con le parrocchie coinvolte nella collaborazione pastorale che si terrà tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Rispetto alla proposta di una riorganizzazione della collaborazione tra parrocchie vicine il vescovo Claudio introduce infatti questa nuova espressione: le «Collaborazioni pastorali». Il termine da una parte evidenzia l’unicità di ogni parrocchia, dall’altra promuove il «valore della comunione e collaborazione tra parrocchie vicine. Tutte – sottolinea il vescovo – con gradualità, entreranno in una forma di sinergia organica; nessuna parrocchia si penserà da sola, staccata dalle altre come se potesse bastare a se stessa».

Inoltre le «Collaborazioni pastorali attiveranno maggiormente la corresponsabilità dei laici, evitando di delegare prevalentemente l’azione pastorale al solo parroco» e «potrebbero essere la sede opportuna per cercare soluzioni in ordine alle molte strutture spesso sovradimensionate delle nostre parrocchie, richiamando i valori della prudenza e della sobrietà».

Cambierà quindi il numero dei vicariati e la funzione specifica (saranno luogo di collegamento con il vescovo e il territorio, cura dei presbiteri e formazione decentrata); per ogni Collaborazione pastorale si costituirà il Coordinamento della collaborazione pastorale, composto da parroco, vicepresidente di ogni Consiglio pastorale parrocchiale, coordinatori degli ambiti pastorali essenziali: l’annuncio, la liturgia e la carità. Per attivarsi in questa nuova organizzazione verranno predisposte delle Schede di lavoro e ci sarà un tempo di consultazione di un anno in funzione di una nuova organizzazione che vedrebbe la riduzione dei vicariati da 32 a 14 e l’istituzione di 54 Collaborazioni pastorali (di cui 10 nel territorio della città di Padova).

Noi saremo coinvolti in una collaborazione pastorale che comprende tutte e cinque le parrocchie che insistono sul territorio del nostro comune.

Inizierà con un incontro previo a cui sono invitati il parroco, il vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale e vice amministratore del consiglio per la gestione economica.

Le parrocchie, poi, si organizzeranno per compiere ciascuna due passi: conoscere le proposte del Sinodo diocesano e comprendere la loro importanza per l’azione pastorale in ottobre (1° passo) e sulle collaborazioni pastorali in novembre (2° passo). Vi sarà un passaggio ulteriore con le parrocchie coinvolte nella collaborazione pastorale che si terrà tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Rispetto alla proposta di una riorganizzazione della collaborazione tra parrocchie vicine il vescovo Claudio introduce infatti questa nuova espressione: le «Collaborazioni pastorali». Il termine da una parte evidenzia l’unicità di ogni parrocchia, dall’altra promuove il «valore della comunione e collaborazione tra parrocchie vicine. Tutte – sottolinea il vescovo – con gradualità, entreranno in una forma di sinergia organica; nessuna parrocchia si penserà da sola, staccata dalle altre come se potesse bastare a se stessa».

Inoltre le «Collaborazioni pastorali attiveranno maggiormente la corresponsabilità dei laici, evitando di delegare prevalentemente l’azione pastorale al solo parroco» e «potrebbero essere la sede opportuna per cercare soluzioni in ordine alle molte strutture spesso sovradimensionate delle nostre parrocchie, richiamando i valori della prudenza e della sobrietà».

Cambierà quindi il numero dei vicariati e la funzione specifica (saranno luogo di collegamento con il vescovo e il territorio, cura dei presbiteri e formazione decentrata); per ogni Collaborazione pastorale si costituirà il Coordinamento della collaborazione pastorale, composto da parroco, vicepresidente di ogni Consiglio pastorale parrocchiale, coordinatori degli ambiti pastorali essenziali: l’annuncio, la liturgia e la carità. Per attivarsi in questa nuova organizzazione verranno predisposte delle Schede di lavoro e ci sarà un tempo di consultazione di un anno in funzione di una nuova organizzazione che vedrebbe la riduzione dei vicariati da 32 a 14 e l’istituzione di 54 Collaborazioni pastorali (di cui 10 nel territorio della città di Padova).

Noi saremo coinvolti in una collaborazione pastorale che comprende tutte e cinque le parrocchie che insistono sul territorio del nostro comune.