Il tempo che si presenta davanti a noi è, come ogni stagione, un tempo di grazia. Ogni istante della nostra esistenza è infatti luogo di incontro con l’Altissimo. Egli è l’infinitamente Altro che ci sospinge sempre oltre i confini della nostra identità per raggiungere la “misura di Cristo” attraverso le strade, spesso contorte, della vita. L’estate non è da meno. Il tempo che stiamo vivendo, spesso identificato con il riposo, è un tempo di uscita da noi stessi. Così come usciamo dalle nostre case per le ferie o per l’incontro con qualche amico in piazza, allo stesso modo usciamo dalla nostra routine ed entriamo in un tempo diverso, meno definito da scadenze e da riferimenti esterni.
Pensiamo anche solo alla S. Messa: fuori dai percorsi catechistici e dalle abitudini diventa sempre più una scelta. Potrebbe capitarci, mentre siamo in vacanza, di essere costretti a cercare un luogo per l’incontro domenicale con il Signore, perché magari non è prossimo alla nostra località di villeggiatura o perché magari è la prima volta che visitiamo un determinato paese. È la nostra scelta e il nostro interesse che ci aprono, come alla ricerca di un luogo per la Celebrazione Eucaristica, così anche alla stessa ricerca di Dio che appartiene alla nostra anima. Possiamo orientare anche i nostri pensieri ad una ricerca più alta del semplice svago e scegliere vie che diano riposo all’anima. La nostra anima non riposa nel quieto vivere o nel dolce far niente, che invece la inquietano e ci fanno percepire la stessa solitudine del poeta Montale lungo la spiaggia nel suo male di vivere. La nostra anima è fatta per sentieri che hanno il sapore dell’infinito: dell’altezza dei monti come dell’immensità del mare. Se a qualcuno è rimasto il piacere della lettura vorrei consigliare alcuni testi che possono dare respiro all’anima e consegnare quella sensazione di pace che solo il suo ricongiungersi con il Padre le può dare.
Miracoli di C. S. Lewis, ed. Lindau
Scrive Lewis: «Per questo motivo, la domanda se i miracoli accadano davvero non può trovare una risposta semplicemente nell’esperienza. Ogni evento che sia possibile definire miracolo è, in ultima istanza, qualcosa che si presenta ai nostri sensi, qualcosa che si è visto, udito, toccato, odorato o gustato. E i nostri sensi non sono infallibili».
Diario di un curato di campagna, di Georges Bernanos
Un parroco arriva nel paese al quale è stato appena destinato. È notte, ma vede da lontano luci e musica. Il ballo in cui osserva i suoi futuri fedeli lo turba fin nel profondo, e pensa di essere arrivato in un luogo di peccato. Il romanzo colloca gli eventi nel contesto della battaglia cosmica tra il bene e il male, che si supera nella Grazia, perché, come dice uno dei personaggi, “Tutto è grazia”.
Il potere e la gloria, di Graham Greene
L’opera è ambientata in Messico durante la persecuzione religiosa del Presidente Díaz Cases, e narra la storia di un sacerdote che resta nel suo Paese e fugge da un luogo all’altro. È però un sacerdote debole, che ha avuto vari figli con donne indigene e si ubriaca spesso. L’unica cosa che ha ben chiara è il fatto di avere la vocazione sacerdotale e di essere consacrato a Dio con questo fine.
Lettere di Etty Hillesum
La versione integrale delle Lettere, scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per «aiutare Dio» a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all’ultimo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: «Abbiamo lasciato il campo cantando». A Westerbork Etty vive «l’inferno degli altri», senza «illusioni eroiche», recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l’amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l’Orsa Maggiore.
La liberazione del gigante, di Louis de Wohl
Tratta della vita di San Tommaso d’Aquino e del suo rapporto con le personalità dell’epoca medievale, come l’imperatore Federico II. Si mostra la grande intelligenza del santo, ma anche la sua ingenuità infantile, che a volte è motivo di derisione da parte dei suoi confratelli.