vegliare

L’invito alla veglia risuona nelle prossime domeniche di avvento come un monito.

Non si tratto soltanto di un suggerimento, ha piuttosto i toni dell’avvertimento severo, quasi in vista di un pericolo.

“Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento.”

Il padrone della parabola evangelica concede ai suoi servi di governare i beni della casa, e li sprona ad essere vigilanti nel loro servizio. Per noi che leggiamo oggi questo testo rimane da chiederci quali sono i beni su cui vegliare e quale momento attendere.

Credo che tra i beni su cui siamo chiamati a vegliare spicchi la comunione. La comunione come dono del Padre e condivisione tra di noi. Nel momento della prova è infatti questo bene il primo ad essere in pericolo, facile preda di accuse reciproche, di maldicenze e di divisioni.

Un secondo bene su cui vegliare è la speranza. Anche in questo caso parliamo di un dono che viene dal Padre e che rischia di essere preda del divisore se mutato in superbia e pretenziosità, lì dove la volontà stessa del Padre è confusa con i nostri obiettivi e le nostre illusioni.

Un terzo ed ultimo bene che potrebbe essere minacciato è la fede, soprattutto nutrita dalla Parola. Quali parole risuonano in noi quando siamo in difficoltà? A cosa crediamo e diamo fede? Nutrirci della Parola ci serve per disinnescare le nostre parole, quelle che ci dividono e che ci tolgono la speranza.

Il momento presente chiama la nostra comunità a vivere la prova e ad affrontare la difficoltà. La rilevanza della Chiesa nel mondo contemporaneo è sempre minore, e la nostra presenza nella società è quella di un piccolo resto rispetto ad altri tempi passati, tante cose buone, nate in seno alla comunità cristiana, oggi diventano sempre più appannaggio di altre realtà.

Eppure nessuno dei beni salvifici che il Signore Gesù ci ha lasciato può essere perduto se, nella nostra veglia, guardiamo a Lui. Non cadiamo nel sonno della presunzione e nell’oblio del giudizio, sopra ogni cosa mettiamo la comunione tra di noi, uniti nella speranza che viene dal Padre e nutriti dalla Parola e allora attenderemo davvero Colui che viene, Cristo tra noi. Maria ci guidi in questo cammino con la sua dolcezza di Madre.