L’Ultima Cena

Il riflesso del volto di Cristo nel calice, nell’opera che vedete qui riprodotta, colpisce direttamente l’osservatore. Il punto di vista non è esterno alla scena, Gesù vede i suoi discepoli e vede il suo volto riflesso in quel vino che, come dirà lui stesso, è il suo sangue, la sua vita.

Ci avviciniamo alla Santa Pasqua attraverso l’esperienza dell’ultima cena, per comprendere appieno ciò che celebriamo, secondo le parole che Gesù stesso offre ai suoi discepoli per prepararli al mistero cui stavano per assistere.

Mentre il loro Maestro infatti presenta loro il pane e il vino spiega ciò che di lì a poco avrebbero visto: il suo corpo spezzato dalle armi e dalla tortura, e il suo sangue versato sulla croce.

A ritroso nel tempo anche noi siamo chiamati a guardare in quel calice. Rivediamo in ogni Eucaristia i crocifissi di ogni tempo, e in loro siamo chiamati a vedere Cristo. Ci nutriamo del pane nella comunione con il Padre e tra di noi per riscoprirci parte di unico sacrificio. 

Vogliamo davvero riscoprirci parte di una storia che nella nostra parrocchia e in tutto il mondo continua il desiderio di quel Figlio, nostro fratello, che ha affrontato la croce e la tortura pur di rimanere fedele all’amore per noi. Per quale amore anche noi teniamo fissi gli occhi su quel calice? Per quale amore anche noi affrontiamo la prova della vita? Alla fine quell’amore ci salverà, perché è tutto ciò che resta di noi.

Con la sua crocifissione, Cristo ha cancellato ogni nostro peccato.Oggi ti dà la possibilità di risorgere dentro di te. Buona Pasqua  

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