Giornata per la vita

La morte non è mai una soluzione.

“Dio ha creato tutte le cose perché esistano: le creature del mono sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte”

Sap 1,14

            … Il Signore crocifisso e risorto – ma anche la retta ragione – ci indica una strada diversa: dare non la morte ma la vita, generare e servire sempre la vita. Ci mostra come sia possibile coglierne il senso e il valore anche quando la sperimentiamo fragile, minacciata e faticosa. Ci aiuta ad accogliere la drammatica prepotenza della malattia e il lento venire della morte, schiudendo il mistero dell’origine e della fine. Ci insegna a condividere le stagioni difficili della sofferenza, della malattia devastante, delle gravidanze che mettono a soqquadro progetti ed equilibri… offrendo relazioni intrise di amore, rispetto, vicinanza, dialogo e servizio. Ci guida a lasciarsi sfidare dalla voglia di vivere dei bambini, dei disabili, degli anziani, dei malati, dei migranti e di tanti uomini e donne che chiedono soprattutto rispetto, dignità e accoglienza. …  Come comunità torniamo a guardare alla vita con speranza. Una speranza non ingenua, siamo consapevoli delle difficoltà delle famiglie e dei problemi legati al lavoro e a una vita sempre più stressante. La speranza con cui guardare alla vita però non può essere quella dell’individuo o della singola famiglia. La speranza non è mai da intendersi nella solitudine. … La speranza è legata alla comunità, all’intrecciarsi di relazioni buone, comprensive, libere e liberanti. Una comunità in cui ci si sente accolti, sostenuti, compresi e non giudicati è un luogo in cui l’impossibile diventa realtà, è un luogo in cui il coraggio e la fiducia mettono in ombra le tante paure, è un luogo in cui si possono trovare strade, in cui si può non arrendersi. …Nuove vite attendono di ripopolare di sorrisi, di lacrime e di pensieri i volti della nostra comunità. Se la guardiamo con meraviglia, la vita ha molto più da darci che da portarci via.

Dal messaggio della Conferenza Episcopale

ACCOGLIAMO LE NUOVE SUORE

“Il carisma della nostra «Famiglia Missionaria della Redenzione» (FMdR) ci pone nella Chiesa come comunità di consacrati Missionari e Missionarie che intendono contemplare, vivere e annunciare il mistero di Cristo Redentore.

            Consapevoli di essere redenti da Cristo, guidati dallo Spirito del Signore Risorto e dall’amore misericordioso del Padre, ci mettiamo nel cuore della salvezza dove tutto è donazione di grazia.    Specifico della nostra consacrazione è il dono di noi stessi “affinché tutti gli uomini giungano ad accogliere la salvezza” (RH 10), facendoci segno della gratuità del Padre rivelatosi in Gesù Cristo, morto e risorto per la redenzione dell’umanità intera.

Il Padre, in Cristo, ci chiama nella Chiesa a portare a pienezza la Consacrazione battesimale mediante la professione dei Consigli evangelici e ci manda con la forza dello Spirito del Risorto a essere segno del suo amore redentivo nel mondo.

La nostra singolare vocazione ci sollecita a vivere il mistero dell’amabilissimo Redentore che muore per donare la vita al mondo, accettando la croce quotidiana nel fiducioso abbandono alla volontà del Padre e nel servizio ai fratelli fino al dono totale di noi stessi.

Il nostro carisma esige:

– passione per la salvezza degli uomini e per l’unità dei credenti;

– spirito di fede perché vogliamo amare nei nostri fratelli lo stesso Gesù misericordioso verso tutti;

– sacrificio, perché la Redenzione è sempre a caro prezzo;

– amore alla Chiesa per mezzo della quale siamo certi di ricevere il mandato missionario dallo stesso Signore Risorto, quando disse: “Andate in tutto il mondo…”;

– disponibilità e gioia di cooperare all’opera della Redenzione ad imitazione della Vergine Maria che, abbracciando la volontà salvifica del Padre, consacrò totalmente se stessa alla Persona e all’opera del Redentore e cooperò alla salvezza del mondo.

La scelta di seguire Cristo Redentore nel cammino liberante della radicalità battesimale, fa sì che ci impegniamo come umili operai nella vigna del Signore sia a livello personale che ecclesiale, ciascuno secondo il proprio stato, in modo da divenire sale di santità e di redenzione affinché tutta la creazione ritorni nella comunione piena a Dio.

Consapevoli del dovere di annunciare il Vangelo proponiamo a tutti i cristiani una testimonianza di vita evangelica nella gioia, affinché nel cuore di ogni uomo emerga la nostalgia di Dio e tutto il mondo si possa ricostituire in “un unico ovile sotto un unico pastore”. (Dalle Costituzioni)

La grazia e la profondità del carisma che il Signore ci ha affidato è espresso nel nome Missionari e Missionarie della Redenzione. “Missione” ha come frutto la Redenzione e richiama l’unità: “tutti siano una sola cosa… perché il mondo creda…” (Gv 17, 21), l’urgenza dell’annuncio del Vangelo: “Andate in tutto il mondo…” (Mc 16,15), il mandato: “Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto”(Gv 15,16).

Redenzione è il mistero dell’incarnazione, vita, morte e risurrezione di Cristo che dà dignità all’uomo e senso alla sua esistenza nel mondo (Cfr RH 10). Esprime la totalità della missione e ci rende consapevoli di essere redente da Cristo, guidate dallo Spirito del Signore Risorto e dall’amore misericordioso del Padre.

Suor Lucie Nsabimbona