Come il vento, che non sai di dove viene e dove va’, così è dello Spirito di Dio. Come un giorno la nostra parrocchia ha ricevuto il dono della presenza di una comunità di Figlie della Divina Provvidenza, così oggi le vede lasciarci per altri luoghi, per un’altra missione.
Intrecciati con le nostre vite, con la nostra terra, con il nostro cuore, quattro bianchi gigli, come fiori di campo che non tessono e non filano ma neanche Salomone vestiva come loro, hanno portato i loro petali, i loro sogni e il loro sorriso nella nostra comunità. Come un giorno sono arrivate di lontano senza che le conoscessimo, così oggi migrano altrove, sospinte, ne siamo certi, dai disegni imperscrutabili della Divina Provvidenza, di cui sono figlie.
Il tempo, si sa, è un tiranno che non concede tregua a noi che combattiamo quaggiù, e, forse, non sempre ce ne accorgiamo, se non quando ci porta via qualcuno di caro. Eppure questo tempo tiranno ha saputo donarci occasioni e momenti che la memoria trattiene come indelebili e intramontabili.
Presenza cara per i bambini della nostra scuola dell’infanzia, incarnazione degli angeli custodi di cui la scuola stessa, per desiderio di don Mario, porta il nome. Sappiamo per certo che rimarranno nel cuore di chi, con loro, ha mosso i primi passi fuori di casa, incontro ad un mondo che, tenendo la mano di suor Annalisa, di suor Nadia, di suor Gelsomina, di suor Giulia e, a suo tempo, di suor Edvige, di suor Alphonsa, di suor Gerarda, di suor Emma e di suor Shiji, sembrava davvero meno pauroso.
Contributo importante anche per tutte le attività pastorali della parrocchia, dalle occasioni ordinarie della catechesi, del servizio liturgico e dell’accompagnamento ai malati, fino ai momenti più straordinari del presepe vivente e dello zecchino d’oro, solo per citarne alcuni. Secondo il desiderio di don Francesco, quando le ha invitate a vivere con noi la loro missione, l’esperienza pastorale doveva essere necessariamente arricchita dalla loro consacrazione. Mi trovo in piena sintonia con questa consapevolezza: il segno di una vita interamente donata al Signore è quanto mai importante per ogni attività nella nostra comunità. Non è solamente l’aspetto pratico, organizzativo, delle varie iniziative a fare della nostra parrocchia una comunità viva, piuttosto è lo Spirito che vive in ogni opera, in ogni momento. È il fatto che ciò che viene compiuto non sia percepito tanto come opera nostra, quanto come opera di Dio, che, nella sua Divina Provvidenza, ci permette di essere Suo strumento, per un bene che va oltre le nostre piccole vite.
E’ questo l’aspetto che ho visto come più prezioso per la nostra comunità nella presenza delle nostre suore con noi: il fatto che ci ricordassero sempre, con la loro presenza, il loro sorriso e la loro gentilezza la bellezza di una vita donata al Signore.
La gratitudine è il sentimento che ci deve oggi accompagnare. Saper dire grazie è necessario più che mai oggi, per lasciare andare la tristezza per una perdita, così che lasci spazio nel cuore per trattenere tutto ciò che non andrà mai perduto: ogni istante condiviso, ogni lacrima raccolta, ogni preghiera, ogni sorriso, ogni piccolo passo fatto assieme, ogni attività, tutta questa amicizia.
don Daniele
Alcuni segni accompagneranno il nostro saluto alle suore
Durante le Sante Messe del 12 e del 19 giugno ci sarà una raccolta straordinaria di offerte da inviare alle Figlie della Divina Provvidenza.
Il 24 giugno, con una veglia in chiesa, chiederemo al Signore di proteggerle sempre e di accompagnarci in questo momento.
Il 26 giugno con la S. Messa del mattino e un momento di convivialità a seguire, le saluteremo e ringrazieremo per la loro presenza e il loro servizio.