La realtà spirituale

Riscoprire il valore della vita nello spirito potrebbe essere vista come una delle dimensioni fondamentali del tempo di quaresima.

Ciò che non vediamo e non percepiamo in modo diretto influenza continuamente la nostra quotidianità, eppure è difficile trovare il tempo per fermarsi e rendersene consapevoli. È ciò che non ci siamo dati da soli, la nostra vita, come ci suggerisce Giussani, che, una volta accettata ci permette di sperimentare chi siamo davvero.

         In alcuni momenti questa realtà ci contatta e ci lascia inermi: la morte di una persona cara, alcuni momenti di malattia o di angoscia, esperienze di particolare stupore o gioia.

            Tutto questo ci interroga e ci apre al divino. Potrebbe capitarci allora di formulare teorie improvvisate o di accedere a ricordi non ben precisati del tempo del catechismo, o ancora alle parole di questo o di questa scrittore o scrittrice di turno, per darci una spiegazione dell’accaduto.

         Il tempo di quaresima giunge allora in nostro soccorso. Attraverso la pratica del digiuno ci porta a nutrirci della Parola di Dio e dell’Eucaristia per ricordarci ancor più come sia necessario alimentare il nostro spirito affinché possa riconoscere la sacralità di ogni istante. Attraverso l’elemosina e la carità, la quaresima, ci permette di dare un nuovo significato ai beni che possediamo e alle relazioni tra noi, finalizzate alla condivisione e non al possesso, per sperimentare, nella finitezza della nostra vita, la dimensione del dono di Dio che siamo. Attraverso la preghiera, infine, la quaresima ci pone nella condizione di rivedere il significato della nostra vita e delle nostre scelte alla luce del vangelo, in relazione costante con il Padre e, nella comunione dei santi, con quanti vivono in Lui.